Studiando un po' FRBR sono sempre rimasto un po' perplesso sulle sue applicazioni: il modello concettuale era (abbastanza) chiaro, non riuscivo però a vederne chiaramente i vantaggi sul piano applicativo.
Ora, Librarything mi sembra organizzato in modo più o meno rispondente ai Functional Requirements.
Se infatti cerco nel cataologo di Librraythings un'opera come The turn of the screw, ottengo come primo risultato un elenco di quelle che FRBR chiama "manifestazioni" (edizioni, traduzioni, altre forme ecc.) dell'opera.
Se poi clicco su uno qualsiasi degli items della lista, si apre una scheda molto caratterizzata "web 2.0" dove molto interessante ai fini del mio discorso, mi sembra il collegamento, ancora una volta, a tutte le edizioni e traduzioni (manifestazioni) dell'opera. La parte invece più tipicamente 2.0 (vale a dire recensioni, consigli, elenco dei membri che possiedono quell'opera) sono invece relative a quella che FRBR definirebbe "l'opera", indipendentemente dalle sue manifestazioni.
LT è sicuramente uno strumento più valido di Anobii, da un punto di vista di un bibliotecario (la descrizione bibliografica viene recuperata, ove possibile, da Opac), così come viene sostenuto in questo interessante articolo su LT. Francamente mi sarei aspettato un collegamento maggiore tra le varie "manifestazioni" dell'opera (nella fattispecie tra il romanzo di James, l'opera musicale di Britten etc.), che invece appare solo all'inizio e poi si perde (almeno mi sembra così ma potrei essere smentito).
Interessante mi sembra anche l'elenco di istituzioni bibliotecarie che, a diversi livelli, includono LT nei loro servizi.
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